Brera_corso di fotografia: Fabio Guadagni


© Fabio Guadagni

~ di marco su 8 giugno 2010.

4 Risposte to “Brera_corso di fotografia: Fabio Guadagni”

  1. bello trovare ricerche affini alle proprie. sento la periferia in modo non molto dissimile dal tuo, credo: melassa calda e melanconica, perenne passato anche nel nuovo, esserci dentro, avvolti, e allo stesso tempo, non visti, contemplare.
    grazie delle foto.

    • Grazie mille! Si! Splendida descrizione, o meglio percezione: una melassa calda e melanconica ,aggettivo quest’ultimo che sembra essere bandito dalle tendenze concettuali prenianti in Italia, instancabilmente dagli anni ’60 ’70, da cui abbiamo ereditato una gran quantità di immagini grigie, salvo qualche eccezione, denominate “operazioni concettuali” e rigorosamente corredate da infinite spiegazioni. Beh è proprio il caso di dire “Quando l’immagine dovrebbe parlare da sola…). Chiusa questa parentesi sulle estetiche dello “squallido” e del “provocatorio” io mi pongo proprio nel verso contrario, e cercando di prosare la sua splendida poesia, direi che ho contemplato l’esterno dall’intimità del mio mondo interiore, attraverso il parabrezza sporco, che rappresenta l’insieme di imperfezioni di cui è costituito il quotidiano, nel senso più pregevole del termine. L’automobile, la musica che si ascolta al suo interno, danno vita a fruizioni ambientali dinamiche tra spazio e tempo, che premettono di contemplare l’instancabile e frenetica attività lavorativa, abitativa e sociale della periferia di Milano.
      Grazie mille
      Fabio

  2. Queste foto mi danno la sensaszione della descrizione dell’attimo,prima messo in secondo piano..e poi d’improvviso esse “colpiscono l’attimo”..un getto che va a colpire quel esatto istante di un momento d’impatto..posso anche percepirle come un momento freddo..che piano piano va sempre più a surriscaldarsi..scoppiando in un getto di luce calda…foto intense e profonde.

    • Grazie Marti! Mi piace come descrizione, anche se io non sono un ricercatore dell’attimo! Io sono affascinato dalla periferia di Milano, al suo paesaggio urbano… quando mi muovo al suo interno mi sembra di essere in un sentiero alpino, in cui appena svolti l’angolo ti si impongono davanti a te nuove composizioni di monti, lasciandoti a bocca aperta ad ogni sorpresa! Mentre la luce calda che irrompe nel quotidiano sporco del parabrezza costituisce la formula di questa ricerca; un vetro, una cataratta che si antepone tra il soggetto e l’oggetto, simboleggia il mio modo di percepire, comunque sempre soggettivo, senza alcuna pretesa di oggettività!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: