“Moltitudine pubblica” e “Sprecare sentimenti” _Daria Menozzi


Età di mezzo OK (1)

Domenica 5 Luglio ore 21.00
Ex Ospedale Sant’Agostino via Emilia centro 228 Modena

MOLTITUDINE PUBBLICA #1. SPILAMBERTO di Daria Menozzi
SPRECARE SENTIMENTI di Daria Menozzi e Olivo Barbieri

MOLTITUDINE PUBBLICA #1. SPILAMBERTO, è la prima tappa di un work in progress che prevede l’intervento in diverse città/comunità emblematiche del mondo contemporaneo.
Da sempre mi sono interessate le comunità, gli individui in relazione alle comunità. Per raccontare il possibile senso di apparte­nenza di una collettività in trasformazione, per realizzare un film su una moltitudine di persone, un pomeriggio assolato di Maggio 2008, ho invitato il numero più alto possibile di cittadine e cittadini. Circa duemila persone sono intervenute volontariamente per prendere parte a questo film di gruppo. I volti e i corpi delle persone/cittadine e cittadini, erano come un paesaggio. In quel pomeriggio Spilamberto, un paese in provincia di Modena nel nord Italia, ha reso visibile un paesaggio interiore. Mi interessava indagare le meccaniche del senso di appartenenza degli individui ad un territorio, ad un luogo, ad una comunità che  come il trascorrere del tempo, non è  mai qualcosa di inerte, di statico. Finalmente, l’immagine in movimento, un carrello lungo 20 metri ha reso possibile questa visione/incontro, questa verifica incerta di una  costante metamorfosi. Perché ogni identità è fatta di memoria e oblio. Più che nel passato, va cercata nel suo costante divenire.


SPRECARE SENTIMENTI (Wasted Feelings)
Piazza Tian an Men ottobre 1995.
Festa della fondazione della Repubblica Popolare.
In Cina, quando per un errore di regolazione della macchina fotografica o del flash accade di dover chiedere alla persona che si sta fotografando di rimettersi in posa, può darsi che ti risponda : “Mi hai fatto sprecare un sentimento.”
Si può vivere a Pechino senza vedere  Piazza Tien an  Men. E’ un luogo dove non si passa per caso. In Piazza Tien an Men ci si va. E’ una grandissima scenografia dove ogni giorno un popolo con tutte le sue fisionomie da vita ad una rappresentazione involontaria che ha per soggetto l’affermazione di esserci.
Quando si cammina su questo enorme pavimento non si è certi che  la vera realtà poggi lì, dove si mettono i piedi, ma sia qualche metro più in alto, o forse più sotto.
E’ un luogo che trasuda presenze.
Siamo rimasti in Piazza Tian an Men, ogni volta il più a lungo possibile, fino a che non diventavamo troppo visibili.
I volti filmati, storie fatte di luce, nelle loro trasparenze, erano tutti i sogni, le speranze, le delusioni…  Non solo di questo luogo,  ma di tutti i luoghi.
Passato presente  e futuro si confondevano.
Abbiamo chiesto al nostro musicista di reinterpretare il Bolero di Ravel con strumenti gioco per bambini.

~ di marco su 26 giugno 2009.

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