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appunti 2

FOTOGRAFIA E TERRITORIO TRA NON-SGUARDO E SGUARDO VUOTO.

(intervento per: Fotografia e territorio: c’è spazio per la ricerca?, Villa Torlonia, Savignano, 12 settembre 1999 relatori: R. Valtorta, G. Guidi, M. Cresci, V. Fossati, M. Signorini)

 

Le condizioni per una ricerca fotografica condotta sul territorio non possono prescindere da una nuova ridefinizione di questo termine e dall’interpretazione di un atto, quello del fotografare appunto, posticipato a un gesto importante che è quello del guardare.

 

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appunti 1

relazionare con il territorio

 

narrare per forme non consequenziali.

 

creare relazioni, accostamenti, parallelismi.

 

relazionare con intensità (mappe d’intensità e non descrittive) esistono in internet siti che parlano di cybergeografia indicando mappe “geografiche” intese come concentrazione di informazione in rete.

 

SGUARDO

nel campo del visibile si possono individuare tre considerazioni, impensabili sulla base della rappresentazione:

 

multisensorialità dell’occhio una visione- scrive Proust - non si rivolge solo ai nostri sguardi, ma richiede percezioni più profonde e dispone del nostro essere intero.

 

reversibilità dello sguardo il visibile mi vede, ponendomi in una esteriorità ed esposizione che lo specchio traduce in modo esemplare. il mondo è di fronte (intorno direbbe Ponty) ma io faccio macchia nel mondo. (Freedlander, con la sua ombra nelle fotografie sembra indicarcelo) ponendo un rapporto fra soggetti.

 

visibilità in sé la visibilità precede ogni vedere e ogni visibile, si interpone tra soggetto e oggetto, è il tra della loro differenziazione.

 

Scrive Sartre:

“…senza dubbio, ciò che manifesta più spesso uno sguardo è la convergenza verso di me di due globi oculari. Ma uno sguardo può anche essere dato da un fruscio di rami, da un rumore di passi seguiti da silenzio, dallo sbattere di un’imposta, dal leggero movimento di una tenda. Durante un assalto, gli uomini che strisciano nei cespugli, sentono come sguardo da evitare, non due occhi, ma un’intera fattoria che si staglia bianca contro il cielo, in cima alla collina”

 

Lo sguardo viene quindi determinato come una funzione indipendente dall’organo occhio, andando oltre una definizione del vedere in senso percettivo e sensoriale.

 

Occhio non come  organo di visione ma come mezzo di sostegno dello sguardo tanto che quando noi avvertiamo uno sguardo, non percepiamo più gli occhi.

 

è lo sguardo sentito, più che gli occhi visti a determinare la distanza e la portata intensiva (e non oggettiva) della vicinanza lontananza.

simulazione fotografica dell’avvicinamento mediante lo ZOOM (distanza fisica nel senso della direzione)

L’eco, la casa - Roberta Valtorta

 

Echo di Marco Signorini non è fotografia di luoghi, ma è fotografia della ricerca di un luogo e, potremmo dire, del mondo e del suo significato. Non è fotografia di ritratto nè fotografia sociale: è fotografia che va oltre, alla ricerca del senso della presenza degli uomini sulla terra.

Con Echo Signorini spinge avanti la fotografia che ci è possibile nella contemporaneità, presentando un modo di costruire complesso, con forti caratteri di novità in senso narrativo.

Il titolo Echo pesca nella lontananza della lingua greca. Nasce da echò, che è eco, e dunque suono, rimbombo, e anche ripetizione, richiamo, ritorno, e contemporaneamente da oikos, che è casa, dimora, e anche tempio, patrimonio, e dunque in senso lato: ambiente. Continua a leggere ‘L’eco, la casa - Roberta Valtorta’

Fotografie del respiro - Roberta Valtorta

Nella ricerca Earth, tuttora in corso, Marco Signorini continua il percorso intrapreso con un precedente lavoro dal titolo Echo, impegnandosi a indagare una dimensione temporale assoluta, indefinita, e i modi in cui questa si rispecchia nel paesaggio e nelle vite umane. Senza timore, sceglie per le sue immagini luoghi bellissimi, nei quali la natura si esprime con toni alti, grandi spazi, colori incantevoli. Una scelta che non teme la bellezza né il sentimento. Similmente avevano fatto i grandi pittori del momento romantico, da Friedrich a Carus a Constable, quando avevano inteso confrontare la limitatezza della vita umana con la grandiosità del mondo in cui essa si trova a svolgersi. Continua a leggere ‘Fotografie del respiro - Roberta Valtorta’